2500 biglietti da visita + minisito web + dominio a partire da 100€!

Un’occasione “smart” per rendere più visibile la tua attività! 2500 biglietti da visita (85 x 55 mm) a colori due lati su cartoncino patinato + minisito onepage web e dominio .info a partire da 100 €! Grafica esclusiva e personalizzata e tantissime opzioni di nobilitazione di carta e inchiostro. Il minisito è a tutti gli effetti un sito web su di una pagina indicizzata con contenuti multimedia, dinamico e responsive. Possibilità di upgrade futura a sito web multipagina ed e-commerce. Assieme al dominio .info anche 3 email tuonome@dominio.info. In opzione più di 700 TLD su misura per latua attività (.cafe, .pub, .store, .moda, .fashion, .restaurant…). Nel prezzo è compresa la geolocalizzazione della tua attività su Google maps, un QRcode personalizzato, e la connessione del minisito a pagina FB e account Instagram.

Google ha aggiunto il TLD .app, pensato per le app sul web

Nel caso non lo sapeste, Google ha un suo registro di top-level domain (TLD) pensato per identificare in maniera più intuitiva un sito nel web. Cos’è il TLD? Beh, per farla semplice, nel nostro nome del sito “www.smartworld.it”, il TLD è la parte “.it”. Oggi, Google ha aggiunto un nuovo TLD alla lista di quelli già presenti: .APP. Questo è pensato specificatamente per app e sviluppatori, con delle sicurezze aggiuntive per aiutarli a mostrare i propri prodotti al mondo intero (come l’obbligo di utilizzare il protocollo HTTPS per tutti i siti “.app”). Dal 1° e fino al 7 maggio, i domini .app erano disponibili come parte del Early Access Program tramite il quale (con un costo aggiuntivo) era possibile “riservare” il dominio per l’accesso generale. Dall’8 maggio, tutti i domini sono disponibili al grande pubblico. Se siete interessati al TLD, vi lasciamo al link per controllare se il dominio che volete è ancora disponibile.

Fonte: Blog Google

Messaggi Android sul web: ecco il sito dove potrete inviare SMS

Erano mesi che gli utenti del robottino verde attendevano il giorno dell’arrivo di un client web per Messaggi Android, l’app per gli SMS predefinita di Google, e finalmente quel giorno è praticamente arrivato. Tramite l’indirizzo messages.android.com potrete infatti accoppiare il vostro smartphone con il vostro PC, un po’ come con WhatsApp web, in modo da inviare (e ricevere) comodamente SMS da desktop. Unico problema: al momento non sembra possibile eseguire l’accoppiamento, perché manca la relativa opzione su Android. Per scoprire se doveste averla, aprite l’app Messaggi e premete sul pulsante con tre pallini in alto a destra: tra le opzioni presenti dovrebbe esserci “Messaggi per il Web“. Se questa voce non ci fosse, non potrete utilizzare il servizio. Ci sono buone probabilità che un annuncio ufficiale giunga in giornata o comunque a stretto giro, ora che il sito è pubblico, ed anche già localizzato in italiano, quindi non disperate: a breve potrete messaggiare dal web, sempre che serva ancora a qualcosa.

Fonte: https://www.androidworld.it/

Youtube Music e YouTube Premium arrivano in Italia

Youtube Music è arrivato in Italia. Ci troviamo davanti ad un servizio di streaming musicale che Google propone come alternativa a Spotify e Apple Music, ma una differenza è però evidente: ci sono anche i video e ci sono tutti quei contenuti che si trovano solo su Youtube come i remix, le performance dal vivo e le cover.

Oggi moltissime persone ascoltano la musica su Youtube, ma l’app e lo smartphone devono restare attivi per consentire la riproduzione: l’arrivo di Youtube Music trasformerà l’app di Youtube in un vero e proprio player audio e video dotato di ogni funzionalità, dall’ascolto di musica in background alla possibilità di scaricare musica per l’ascolto offline. Google promette per il nuovo servizio migliaia di playlist personalizzate, ricerca intelligente, video e canzoni del momento e suggerimenti basati sul contesto, e se c’è qualcuno che può offrire una ricerca intelligente e un servizio di raccomandazione preciso quello è proprio Google.

Youtube Music arriva in due versioni in Italia: quella gratuita con gli annunci pubblicitari e quella a pagamento, Youtube Music Premium, che costa 9.99 euro al mese e che permette l’ascolto in background, il download dei contenuti e la visione dei video senza annunci. L’assenza della possibilità di ascolto in background è un limite della versione non a pagamento: aumentano i consumi del dispositivo e di banda.

Youtube Music Premium scarica automaticamente i contenuti che piacciono: così facendo l’utente troverà sempre un po’ di musica da ascoltare in assenza di connessione. Presente anche il piano famiglia: 14.99 al mese. Qualcuno, prima o poi, dovrà spiegare perché i prezzi dei servizi di streaming audio sono tutti identici.

Disponibile da oggi anche Youtube Premium: include sia Youtube Music Premium sia Youtube senza pubblicità. Chi è interessato a Youtube Music Premium farebbe bene a prendere in considerazione la versione Premium di Youtube: avrebbe non solo tutti i benefici della musica ma anche la rimozione della pubblicità, il download e la riproduzione in background per i classici video di Youtube. YouTube Premium garantisce anche l’accesso a tutti i contenuti YouTube Originals. Youtube Premium costa 11.99 euro, la versione famiglia 17.99 euro.

Per entrambi i servizi è possibile attivare tre mesi di periodo di prova gratuita.

Youtube Music è fruibile all’indirizzo https://music.youtube.com/ mentre Youtube Premium su https://www.youtube.com/premium/

Fonte: https://www.dday.it/

Whatsapp vietato a chi ha meno di 16 anni e vive in Europa

Dopo Facebook, ecco Whatsapp, che dal febbraio del 2014 è di proprietà del colosso di Mark Zuckerberg. Il tema è quello dell’utilizzo di Internet da parte dei minori. Il contesto è l’applicazione del nuovo Regolamento europeo per la protezione dei dati personali, applicabile dal prossimo 25 maggio. L’articolo 8 della norma comunitaria impone alle piattaforme di raccogliere il consenso dei genitori per il trattamento dei dati dei minori di 16 anni. I singoli Stati potranno poi abbassare l’età a 13 con un’apposita legge (in Italia il decreto di adeguamento al Gdpr è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 21 marzo. La palla adesso è nelle mani delle Commissioni parlamentari e del Garante). A differenza della casa madre Facebook, che ha deciso di estendere a tutto il mondo l’obbligo del consenso per il trattamento delle informazioni sensibili per i 13-15enni, Whatsapp è intervenuto innanzitutto sull’età minima per iscriversi e ha limitato la novità all’Europa: «Per usare i nostri servizi devi avere almeno 16 anni o la maggiore età richiesta nel tuo Paese (quindi se la norma italiana scende a 13, per i nostri giovani connazionali andrà bene 13, ndr)». Nel resto del mondo l’app continuerà a essere aperta a chi ha più di 13 anni (il limite è stato aggiornato nell’agosto del 2016, prima era di 16 anni in tutto il mondo). Il rispetto della regola è affidato alla buona fede dei piccoli internauti, che possono facilmente mentire, o al controllo dei loro genitori. L’applicazione fa poi riferimento alla raccolta del consenso da parte dei genitori nel caso in cui non si abbia l’età minima per accettare i termini di servizio, secondo le leggi del Paese in cui si risiede: non è chiaro cosa intenda. «Potrebbe fare riferimento all’età minima per stipulare un contratto, che in Italia sono 18 anni, ma mi sembra di difficile applicazione», spiega l’avvocato esperto di digitale Fulvio Sarzana. Possibile che si riferisca alla variazione delle condizioni che sottoporrà agli utenti già registrati, fra i quali ci sono anche under-13, fra l’altro, oltre che under-16, chiedendo l’età. Anche in questo caso Sarzana è però scettico: «Non rispetterebbero quanto richiesto, mi sembra una forzatura».

Whatsapp non esplicita inoltre:
• come voglia raccogliere il parere di mamma e papà,
• come e se bloccherà o rimuoverà chi è già iscritto, ha meno di 16 anni e non presenta il consenso richiesto,
• come verificherà l’età in fase di iscrizione.

Il metodo già scelto da Facebook , dove i ragazzini non avranno che da indicare contatto sul social o un indirizzo email che potrebbero appartenere a un amico o essere stati creati ad hoc, è facilmente aggirabile. Fra le novità annunciate dall’app da 1,5 miliardi di iscritti , anche la possibilità, in questo caso in tutto il mondo, di scaricare una copia dei propri dati (anche Instagram si è appena allineata, mentre su Facebook era già previsto): non i messaggi, che sono criptati, ma la lista dei contatti, i gruppi di cui si fa parte e i numeri bloccati.

Fonte: Corriere.it

Firefox Reality: il nuovo browser per la realtà aumentata

Firefox Reality è un nuovo browser web progettato in maniera specifica per gli headset per la realtà virtuale e aumentata. A svilupparlo è naturalmente Mozilla, l’organizzazione che porta avanti lo sviluppo del browser Firefox per il desktop e il mobile. Il primo, dopo il lancio della nuova generazione e un paio di aggiornamenti, è al momento alla versione 59.0.2. Per le piattaforme mobile, è disponibile anche Firefox Focus, un browser progettato all’insegna della privacy. Per ciò che concerne Firefox Reality, esso si basa naturalmente sulle tecnologie per il web di Firefox. In questo modo il nuovo browser “eredita” la lunga storia di compatibilità di quello storico. Oltre ai miglioramenti nelle prestazioni introdotte dal motore di ultima generazione Firefox Quantum.  Queste caratteristiche sono state ulteriormente potenziate con Servo, il web engine sperimentale di Mozilla Research.

Il team di Servo si è di recente unito al Mixed Reality team di Mozilla. Questo passo è avvenuto per un cambio di scenario e prospettiva sulla realtà aumentata. I visori per la realtà virtuale e aumentata stanno superando la fase di nicchia, seguita solo dagli entusiasti della tecnologia. Stanno invece acquisendo una diffusione verso il grande pubblico. E hanno naturalmente le potenzialità per trasformare le modalità sia di creazione che di fruizione dei contenuti Internet.

Ecco che un browser dedicato a queste “nuove frontiere” può assumere un ruolo importante. Il team Servo porta alla “nuova creatura” l’esperienza nel lavoro sulle tecnologie per il web innovative e immersive. Mozilla ha già pubblicato un video con un primo test di web engine e di interfaccia grafica. La nuova piattaforma sta quindi già compiendo i primi passi. Ovviamente si tratta di passi preliminari, in quanto i piani di sviluppo sono a lungo termine.

Il team di sviluppo ha per il momento rilasciato il codice sorgente su GitHub. Seguiranno aggiornamenti regolari sulla piattaforma, pubblicati dal team di sviluppo sul blog Mozilla Mixed Reality. Firefox Reality è progettato e ingegnerizzato per i visori AR e VR di prossima generazione. Tuttavia, durante le fasi iniziali di sviluppo verrà eseguito anche in una Developer Mode sui dispositivi Daydream e Gear VR.

Fonte: applicando.com

Nuovi prezzi per i volantini

Ancora più convenienti i volantini! Tutto compreso, composizione grafica esclusiva realizzata da noi, verifica, spedizione, per un prodotto di qualità e garantito esente da difetti ed errori. Un esempio? 10000 volantini A6 a colori fronte/retro, patinata lucida 170gr, QRcode a 225 Euro. A questo link troverete il listino con i prodotti più richiesti. Sono possibili infinite opzioni, contattateci per un preventivo gratuito.

Le aziende e i residenti nel Regno Unito saranno privati dei domini .EU dopo la Brexit

Le ultime vittima nell’imminente partenza del Regno Unito dall’Unione europea? I nomi di dominio che terminano con .eu.

Come comunicato da The Register, la Commissione Europea ha annunciato che, dopo la Brexit, tutti i cittadini e le società del Regno Unito saranno esclusi dal possesso di nomi a dominio .eu. In una lettera alle parti interessate, la Commissione, che è l’organo legislativo dell’UE, ha dichiarato: “Alla data di ritiro, le imprese e le organizzazioni stabilite nel Regno Unito ma non nell’UE e le persone fisiche che risiedono negli Stati Uniti e nel Regno Unito non potranno più registrare o rinnovare nomi di dominio .eu. ”

Non è chiaro quando questi domini saranno revocati, ma la Commissione suggerisce che potrebbe accadere alla data della Brexit stessa, attualmente in programma per il 30 marzo 2019. Questo non avrà un impatto catastrofico (il TLD .eu non è mai davvero decollato nel Regno Unito), ma sicuramente saranno a rischio le 317.000 registrazioni del dominio .eu stimate.

Come sottolinea The Register, ciò che è insolito qui è la natura perentoria della decisione della Commissione. Non sembra esserci possibilità di alcun ricorso legale per le persone interessate e nessuna finestra temporale post-Brexit per i proprietari di domini per trasferire siti. Questa non è un procedura corretta, poiché i cambiamenti storicamente strutturali di questo tipo sono stati gestiti lentamente. Ad esempio, il dominio di primo livello dell’Unione Sovietica .su è stato introdotto nel 1990 (solo 15 mesi prima che la stessa Unione fallisse) e fu presto sostituito dal TLD .ru. Ma la Russia fece una petizione affinché .su continuasse a funzionare, e ad oggi oltre 100.000 siti che lo utilizzano sono ancora online.

Fonte: https://www.theverge.com/

Help Doc di Google: rimossi 20 domini geografici dal capitolo TLD generici

Dal 2013 Google tratta 20 ccTLD (domini grografici) come fossero TLD generici. Quindi, ad esempio, un TLD .co non verrebbe geotargettato verso la Colombia di default proprio perché tante persone usano i TLD .co al di fuori della Colombia, come alternativa al generico .com. Ora quella sezione dove ccTLD sono trattati come generici è stata rimossa dalla documentazione. John Mueller di Google si è affrettato con un tweet a dichiarare che ciò non significa che siano state apportate modifiche al modo in cui gestiscono questi ccTLD o altri ccTLD. Ha detto su Twitter “stiamo solo lavorando su alcune modifiche alla documentazione”.

Fonte: https://www.seroundtable.com

Buongiorno!

Buongiorno! Questo è il primo post del nuovo sito di Neostech!